Giovani e Politica

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“Giovani e politica: problemi di un rapporto complicato.”

La società odierna è molto vasta e complessa, quasi tutto ormai ruota intorno al rapporto tra i vari organi istituzionali e le decisioni prese da questi e dallo Stato; tutte queste decisioni poi, a loro volta, rientrano nell’ambito della politica.

Nel dibattito politico nazionale ed internazionale proprio la politica occupa un posto molto importante essendo sempre sotto esame e rappresentando appunto una problematica importante.

La vita democratica e politica non comporta solo il dover prendere delle decisioni riguardo il futuro imminente o a lungo termine del paese, comporta anche partecipare alla vita democratica di una comunità ed essere realmente un cittadino attivo della società, il che equivale a dire che bisogna avere un vasto bagaglio di conoscenze per poter prendere delle decisioni.

Una problematica che però si scontra con tutti questi pensieri è quella riguardante il fatto che lo Stato non si interessi più di tanto a stimolare il cittadino, in quanto ad esempio il modo più facile per “respirare” politica è iscriversi alle sedi di partito ma purtroppo queste modalità sono sconosciute o sono di poco interesse per la maggior parte delle persone.

Il discorso precedente però si lega al fatto che purtroppo gran parte dei giovani, ma non solo, non è realmente interessato alla politica o comunque non lo è a tal punto da potersi informare o tenersi aggiornato per poi poter contribuire attraverso delle decisioni al futuro del proprio paese.

Inoltre è importante anche il fattore delle esperienze politiche e formative che una persona può avere nel corso degli anni formativi; magari si potrebbe provare a creare dei metodi di formazione evitando che una persona possa essere influenzata eccessivamente o radicalmente da eventi importanti riguardanti la politica.

Mario Quaranta aiuta a capire come degli eventi o delle epoche possano influenzare idee e partecipazione politica di una persona.

Nel suo articolo viene proposto un confronto tra la cosiddetta vecchia generazione (appartenente agli anni ’50 e ’60) e quelle successive dette pragmatiche; si evidenzia inoltre come sia più interessata alla politica e l’altra meno anche se forse però la stessa vecchia generazione è più radicalizzata rispetto a quella nuova avendo vissuto nell’epoca dei grandi partiti di massa.

Nel “Preambolo Carta europea riveduta della partecipazione dei giovani alla vita locale e regionale (21 maggio 2003)” vengono discussi e analizzati molti fatti e problematiche citati.

Si discute di come la partecipazione alla vita locale sia essenziale per la creazione di una società democratica migliore e di quanto essere un cittadino attivo sia “necessario” per intervenire nelle decisioni che contribuiscono alla creazione o allo sviluppo della società.

Questa partecipazione deve essere alimentata e sviluppata, come si dice nel testo, dagli enti locali che sono quelli più a contatto con i cittadini, offrendo loro reali possibilità per effettuare questa esperienza.

Argomento di tutti i giorni è il fatto che i giovani non abbiano interesse e fiducia verso la politica e i partiti politici, questa sfiducia però molte volte è frutto di pregiudizi verso i partiti.

Basti pensare che è diventato normale effettuare scelte politiche non per la fiducia verso un partito bensì per la sfiducia che si ha nei confronti di un altro; un esempio può essere quello della votazione per il sindaco di Roma dove molte persone hanno votato altri partiti e non il Partito Democratico per antipatia verso esso o verso il proprio leader politico.

Ancora Mario Quaranta evidenzia questo problema e discute le motivazioni di un determinato voto.

Dunque è lecito pensare che le persone dovrebbero cambiare il proprio atteggiamento verso la politica e in un certo senso modificare le proprie abitudini, tuttavia anche lo Stato dovrebbe cercare di andare incontro ai propri cittadini perché il futuro e anche il presente del paese è interesse di tutti.

 

Davide Ladu V Liceo Linguistico